GMG 2011

A Valencia, settimana nelle diocesi in preparazione alla GMG

Il 9 agosto, nel primo pomeriggio, quattro pullman da diverse zone della diocesi di Firenze partono alla volta del porto di Civitavecchia, dove i giovani iscritti al “viaggio lungo” vengono imbarcati per raggiungere la Spagna. Li attende infatti una settimana di ospitalità nelle diocesi spagnole, in preparazione agli eventi della Giornata Mondiale della Gioventù.

Dopo un giorno di viaggio in nave, un po’ turbolento a causa del mare mosso, il pomeriggio del 10 agosto i giovani pellegrini toccano terra sul suolo spagnolo.

La diocesi di Firenze, come anche quelle di San Miniato e di Montepulciano, vengono accolte nella parrocchia di Alberic, nella diocesi di Valencia. Arriviamo di notte, l’accoglienza è semplice e cordiale. Il parroco don Pepe cerca di farsi in quattro per venire incontro ai bisogni dei ragazzi italiani. Due palestre ospitano i 230 giovani, che iniziano così facilmente a conoscersi tra loro. “Dormire in semplicità in una palestra mi fa sentire di condividere lo spirito di Gesù che alloggiava dove capitava”, afferma Francesca, 18 anni, di Lastra a Signa. “Spero che questa avventura possa continuare e ci faccia crescere, così che poi possiamo trasmettere molto a chi è rimasto a casa”.

Le giornate iniziano a scorrere veloci con i ritmi intensi e gioiosi tipici di ogni GMG. Sveglia presto, lodi e messa, poi una fiumana di giovani affolla il metrò del piccolo paese di Alberic e si muove verso la città di Valencia dove sono stati organizzati e previsti diversi momenti di incontro e di preghiera.

“Valencia è bella, solare, accogliente, moderna ma non caotica, facile da girare, con tante cose carine e interessanti da vedere. Non mi piacerebbe abitare in città… ma a Valencia ci farei un pensierino!” commenta Andrea di Castelfiorentino. Le strade brulicano di pellegrini provenienti da tutto il mondo, “c’è tanta allegria, le persone sorridono, si divertono. Ci sono tanti giovani ed è bello vedere bandiere di tante nazioni, tutte riunite qui insieme!” notano Stefano e Giovanni di Empoli. Un clima ed uno spirito di comunione e fraternità si respirano per le strade della città, inondate di cappelli colorati, di volti sorridenti e giovani della Chiesa mondiale, ma anche durante la Messa internazionale che riunisce attorno all’eucaristia migliaia di ragazzi di varie nazionalità. Celebra l’Arcivescovo di Valencia, Mons. Carlos Osoro Sierra, che si rivolge ai presenti con parole decise e paterne. “Firmes en la fe” è l’appello che risuona già in queste prime giornate valenciane.

Molto gradita da tutti è stata la giornata del 14 agosto, momento conclusivo dell’accoglienza nelle diocesi. “Mi è piaciuta molto la messa al mattino nella Plaza de la Virgen e poi il pranzo offerto dalla diocesi di Valencia: una buona paella per tutti! Non deve essere stato facile gestire un così gran numero di persone, c’è stata una bella organizzazione”,  commenta Ilaria di Corniola.

Oltre agli appuntamenti organizzati, i momenti liberi permettono tempo per visitare monumenti, musei, per ritagliarsi spazi personali di preghiera, che si alternano a quelli di gruppo, e anche per un salto sulla spiaggia, che domenica 14 accoglie tutti i pellegrini per il Rosario, animato da giovani di varie nazioni e da molte belle testimonianze. “Valencia mi ha dato tanto… la veglia, il rosario in particolare; è stato un modo diverso per me di viverlo” spiega Martina, 16 anni, di Dicomano. “Ora non mi sento più una tra tanti, ma una dei tanti, perché ho visto che ci sono molte persone che condividono la mia stessa fede”. “Le mie aspettative sono state superate, è stata una settimana bella ed emozionante, coinvolgente. Mi aspetto che i giorni a Madrid siano ancora più belli e che finiscano nella gioia come sono iniziati qui a Valencia!” conclude Andrea di Firenze.

“Mi ha colpito molto e mi è rimasto nel cuore la capacità dei ragazzi a pregare” commenta don Razvan, che ha accompagnato il suo gruppo parrocchiale; “non pensavo che ci fosse questa generosa disponibilità. Prendevano l’iniziativa anche da soli, sentivano il bisogno di pregare, chiedevano loro a noi sacerdoti -ma la Compieta si fa?-. Molto bello è stato anche il momento dell’adorazione nella Plaza de la Virgen. C’è stato raccoglimento e tutti si sono messi in ginocchio”.

Alcuni aspetti negativi, colti dai giovani in questa settimana valenciana riguardano la mancata accoglienza nelle famiglie, prevista inizialmente e poi non realizzatasi. “Io ho fatto l’esperienza della GMG a Colonia”, racconta Antonella di Scandicci, “e lì avevo vissuto una dimensione di accoglienza familiare della quale qui ad Alberic ho sentito la mancanza. Mi è mancato l’affetto di una famiglia e l’incontro con la realtà giovanile locale”. “Anche a me è dispiaciuto non poter essere stati accolti nelle famiglie”, continua Fabrizio, “ma forse alloggiare tutti insieme in palestra sin dai primi giorni ha favorito la conoscenza tra di noi e l’affiatamento e ci ha permesso di condividere questa esperienza ogni giorno con gli altri ragazzi”.

Cosa lascia nel cuore Valencia? “Il ricordo che senza il Signore non possiamo fare nulla; il riconoscere la Sua grandezza stando davanti a Lui con il cuore di Maria; l’impegno grande di chi, avendoLo incontrato, non può tenerlo per sé!”, afferma don Alessandro Lombardi, responsabile del Centro Diocesano di Pastorale Giovanile, nell’omelia dell’Assunta, poco prima della partenza da Alberic. E con l’invito a custodire le cose più grandi donate in questi giorni dal Signore e pronti ad accoglierne altre, i giovani fiorentini sono partiti alla volta di Madrid…

 Elena Verdiani
(da “Toscana Oggi”, Osservatore Toscano del 4 settembre 2011)

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