In scena la fede!

Don Bosco, operaio di Dio – Il racconto e le immagini

Questa volta è toccato a San Giovanni Bosco ad “andare in scena”! Sono stati i giovani della parrocchia di San Martino a Brozzi, Domenica 29 gennaio 2012, a portare in teatro la vita del fondatore dei Salesiani.

Nel presentare questo spettacolo su “Toscana Oggi – Osservatore Toscano” (Domenica 29/01/2012) Fabio Romiti ha scritto:

«Spirito Vivo: lo Spirito di Vita che il Risorto lascia sugli Apostoli». Una citazione tratta da un musical è lo spunto per dare un’identità ad un gruppo. Ma un gruppo dopocresima esiste da tempo nella Parrocchia San Martino a Brozzi. E ne è consapevole Fabrizio Fabbri, da anni instancabile educatore e coinvolgente leader di un folto ed eterogeneo gruppo di giovani e giovanissimi dai 14 ai 21 anni. Tutto nasce proprio dall’esigenza di rinnovarsi, di lanciare nuovi stimoli, di trovare nuove idee per fare “formazione” ai giovani della parrocchia, considerando le diverse fasce di età senza dover disperdere il gruppo. I giovani amano stare insieme, loro guardano anche ai numeri.

Ecco allora maturare l’idea del “Progetto teatrale”, come forma educativa, subito sposata anche da un gruppo di giovani famiglie. Con il conseguente allargamento per fascia d’età del cast, fino ad includere anche alcuni adulti e bambini. Ne risulta così una forma diversa di fare catechesi in parrocchia, ma non per questo meno significativa dal punto di vista pastorale.

In una delle Gmg, Giovanni Paolo II,  esortava i giovani ad essere tralci carichi di frutti, a mettere al servizio della comunità i propri doni. Quanti doni hanno questi ragazzi,  ma perché non metterli a frutto, perché non renderli vivi. Nasce così  il  Musical sulla vita di un santo, San Giovanni Bosco.

 

Quello che dapprima sembrava così difficile e irraggiungibile, prova dopo prova si fa sempre più concreto. Ciascun ragazzo con le proprie energie, i propri talenti, le proprie emozioni arriva a testimoniare la vita di un grande uomo, innamorato di anime giovani e per le quali ha dato la vita.

Questa è la nostra esperienza che consigliamo vivamente ad altri gruppi parrocchiali giovanili di intraprendere prima o poi nell’ambito del loro percorso formativo.

Noi stessi consideriamo il Progetto teatrale “Spirito Vivo” una parentesi della nostra pastorale, ma proprio perché tale dobbiamo avere l’accortezza di non creare un “teatro” fine a se stesso, troppo concentrato sulla perfezione degli attori; ma soprattutto un contesto in cui il giovane abbia la possibilità di esprimere la propria testimonianza di fede in maniera diversa.

Il gruppo ha esordito nelle sue rappresentazioni due anni fa con il musical “Il Risorto” di Daniele Ricci, affrontando, con gli stessi occhi degli apostoli, i temi sconvolgenti della resurrezione del Cristo. Anche in “Don Bosco: Operaio di Dio” il lavoro non si è limitato alla recitazione vera e propria, i giovani sono stati altresì stimolati a conoscere anche la vita del Santo in questione. E a comprenderla, facendo propri i suoi motti e insegnamenti. Come, ad esempio, nella realizzazione della locandina, con la scelta del luogo e dell’ambientazione che richiamasse quel contesto storico. Ovvero nella ricerca dei costumi e nello studio delle scenografie per il palco. Fino alla stesura del copione, gli appuntamenti in sala di registrazione, le innumerevoli prove.

La locandina dello spettacolo

Tutto diventa impegno, rispetto, sapersi privare del proprio tempo per dedicarsi alla realizzazione di un qualcosa che deve nascere dalle loro mani. Su questa linea anche la decisione di acquistare parte della strumentazione audio, proprio per far sì  che anche coloro che non volevano recitare, si impegnassero al massimo e sentissero proprio il ruolo tecnico dietro le quinte.

Ed ecco le voci dei nostri giovani. Dorotea, 18 anni:«Ognuno di noi è un piccolo mattone di un muro così grande, unito e forte: siamo riusciti a superare alcuni ostacoli insieme con l’amicizia; abbiamo costruito un gruppo vario, con persone di età completamente diverse, riuscendo a comprenderci comunque, in un modo o nell’altro, creando uno “Spirito Vivo”. La musica e il teatro ci hanno dato l’impulso a migliorarci sempre di più come persone, e continueranno ad influire su di noi, speriamo, ancora per molto tempo».   
Luisa, 20 anni:«Siamo un gruppo che si è formato negli anni, all’inizio eravamo solo noi ragazzi che facevamo i nostri soliti incontri di formazione. Poi nell’aria è aleggiata la voce di mettere in scena un musical, siamo rimasti un po’ sorpresi però provare non ci costava niente, e ci siamo messi all’opera. Dal primo musical che abbiamo messo in scena sono passati un paio di anni e anche noi siamo cresciuti, chi più chi meno, ma ce la mettiamo sempre tutta per dare il meglio. Chiaro, le piccole discussioni e i piccoli diverbi ci sono e credo che ci saranno sempre, ma probabilmente questo ci aiuterà a fortificarsi. E’ un’esperienza che tutti dovrebbero provare, poiché regala emozioni sempre nuove: anche se mettiamo in scena sempre il solito spettacolo, le emozioni che si provano quando siamo sul palco sono sempre diverse e forse è proprio questo il bello».

Andrea, 21 anni:« Tutte le volte che mi trovo davanti un altro spettacolo, penso sempre che sia una gran fatica e che sarà l’ultimo che farò. Poi mi guardo attorno, quando sono dietro le quinte pochi minuti prima dell’apertura del sipario. Vedo animo, affiatamento, divertimento e tanta voglia di stare insieme e di dare qualcosa alla gente che ci viene a vedere. Questo mi dà la carica per andare avanti».

Leonardo, 18 anni:«Io penso che sia difficile creare un gruppo così numeroso di ragazzi e di questo bisogna essere orgogliosi. Anche perché oggigiorno non è facile per un ragazzo recitare e ballare davanti ad un pubblico, con l’obiettivo di mandare un messaggio così importante».

Guido, 33 anni:«Ho vissuto l’impegno del musical come una testimonianza forte rivolta ai giovani che abbiamo coinvolto (e sono veramente tanti). Desideravo manifestare che nel mare in burrasca ci sono dei “fari” a cui una barca si può affidare per ristabilire la rotta. L’impegno, come diceva Don Bosco, è fatica e sudore: molte volte durante le prove ci siamo scoraggiati o abbiamo perso l’equilibrio del gruppo. Ma la perseveranza e l’amore verso quello che stavamo facendo, e soprattutto la preghiera e l’impegno di coloro che questo musical lo hanno pensato ed ideato fin dall’inizio, hanno fatto sì che tutto si risolvesse sempre per il meglio, donandoci infinite soddisfazioni difficilmente ripagabili in altre maniere».

Arianna, 16 anni:«Credo che quest’esperienza sia stata utile per tutti, perché ci ha permesso di vedere qual è la vera ricchezza di questo lavoro: l’amicizia che ci lega».

Caterina, 21 anni:«Sono le piccole cose che fanno la differenza: le parole, i gesti, la volontà di ognuno di noi. Con il talento che ciascuno cerca di tirare fuori, unito alla passione per lo stare insieme, questo Musical continua ad andare in scena. Ogni spettacolo nasconde sempre una forte emozione e anche se le prove generali non vengono mai bene, siamo contenti lo stesso perché sappiamo che l’importante è divertirsi e stare tutti insieme».

 

 

Discussione

5 pensieri su “Don Bosco, operaio di Dio – Il racconto e le immagini

  1. io ho visto il musical DON BOSCO, operaio di Dio !!! E’ stato un gran bello spettacolo, mi sono divertita e commossa pure….. Bravi ragazzi !!! bravi bravi

    Pubblicato da giganti Lorenza | 14 marzo 2012, 22:14
  2. Ottimo…spettacolo!

    Pubblicato da Natalino Maggi | 19 marzo 2012, 12:20
  3. quando mi hanno detto che i ragazzi di spirito vivo non erano dei professionisti sono rimasto senza parole ….uno spettacolo cosi bello ce lo aspettiamo da persone ormai abituati a calcare i palchi e le platee di ogni genere , e sapere invece che tutto questo è stato opera di un gruppo di ragazzi uniti solo da un unico scopo , lo stare insieme è stato veramente emozionante….bravi davvero ragazzi !!

    Pubblicato da filippo | 20 marzo 2012, 11:49
  4. Ho visto entrambe le rappresentazioni teatrali, e quella di Don Bosco anche più volte, ma aldilà della bravura degli attori non professionisti, che a volte danno l’impressione di trovarsi davanti ad una compagnia teatrale di veri attori che hanno frequentato la scuola teatrale;
    aldilà di chi non recita sul palco, di fronte al pubblico, ma lavora dietro le quinte alla realizzazione dello spettacolo affinché tutto funzioni bene, dalla parte tecnica, alle scenografie, ai costumi e all’organizzazione, ecc;
    aldilà di chi ha lavorato assiduamente alla realizzazione di questo progetto, alla stesura dei copioni e alla regia ed ha ottenuto gli ottimi risultati che abbiamo visto, di cui ne può andare veramente fiero, ritengo che oltre a tutto questo lavoro, che è veramente meraviglioso, la cosa più bella e straordinaria che questo gruppo teatrale ha realizzato sia, oltre a trasmettere il messaggio della vita di Don Bosco, contenuto nell’opera teatrale, il quale è stato trasmesso al pubblico e a tutti i partecipanti al gruppo stesso, sia soprattutto lo spirito che vi ha uniti tutti insieme, la voglia e la forza di stare uniti per fare qualcosa, non tanto per andare sul palco a recitare, ma per dare un forte e chiaro messaggio di testimonianza di fede e al contempo riceverla.
    Sono fermamente convinto che questa straordinaria esperienza abbia scolpito in tutti voi qualcosa che va oltre l’impegno per lo spettacolo e la recitazione e sono sicuro che vi resterà dentro per sempre, come restano dentro di noi, tutte le cose più belle e più intense che viviamo e che hanno valori importanti, come quello che vi e stato trasmesso con questa bellissima esperienza, fortemente voluta e realizzata, in modo particolare da Fabrizio.

    Sandro Campolmi

    Pubblicato da Sandro Campolmi | 21 marzo 2012, 12:08
  5. Ho visto alcuni mesi fa lo spettacolo, per caso mi sono imbattuto in questo link (bellissima l’idea un’altro anno vorrei proporlo anche in parrocchia mia). Cosa dire, a distanza di mesi mi risuonano le parole delle canzoni ma soprattutto l’allegria che trapelava da quel gruppo che ha messo in scena uno spettacolo davvero coinvolgente. Ma quanti ragazzi. Che bell’aria di armonia ho respirato.
    Simone Bardini

    Pubblicato da simone | 6 giugno 2012, 10:07

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